descrizione Italia
Dove la calibratura dell’inciso si coniuga con la nettezza dell’inchiostro nero assorbito dalla carta nascono i bulini su plexiglass di Guido Navaretti, maestro di intaglio e di leggerezza nelle lunghe e vibranti scalfitture ritmate a rendere mobilità e vapori a perdita d’occhio. Sullo stesso principio dello scavo dei chiari le xilografie pure di Giovanni Dettori: i due opposti del nero e del bianco qui acquistano un’altra consistenza, mediati dalla peculiarità della materia d’incisione, il legno, che veicola cromie opache e plasticità calde per presentarci volti e sguardi di un’umanità sempre da indagare. Con la stessa tecnica lavora Umberto Giovannini che dal legno fa nascere visioni e ombre, combinando invece più inchiostri, più passaggi, abbandonando la dualità nero-bianco carta e lasciando trasalire la rugosità della matrice che accentua il senso di vaga sospensione dei suoi soggetti.
Un’opacità differente, più sorda, forse meno viva ma al pari corposa di quella prodotta dalla fibra del legno, di nuovo affidata alla nota grave del nero, manifestano le campiture all’acquatinta nelle opere di Vincenzo Burlizzi, che sommano tutta la pienezza della granitura nel superamento della figuratività a favore di un gioco di equilibri geometrici; così come intenso, e allo stesso tempo “polveroso”, risulta il nero nei “Passaggi di ombra” di Gabriella Locci, che dalle morbidezze dei graffi a puntasecca si carica nelle risultanze della tecnica a carborundum, vibrante e pastosa. Commistione di processi e indagine sulle possibilità tecniche ed estetiche del linguaggio incisorio si intravvedono......

 
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