Testo descrittivo per giappone.
La lettura delle stampe dei maestri giapponesi scorre da frammenti di racconto a pausate composizioni astratte, toccando le varie modulazioni della sintesi e del linearismo e della cromia: l’incontro con cultura visiva orientale si risolve nella felicità della scoperta dell’estrema sensibilità immaginifica e tecnica degli incisori giapponesi. Il gruppo partecipante all’esposizione, variegato per età anagrafiche, stili e direzioni di ricerca sia tecnica che estetica, ci regala una panoramica brillante della grafica contemporanea. Le cosiddette tecniche tradizionali, storiche, vengono sapientemente sviluppate sia in forma pura sia convivendo fianco a fianco, esaltando le vivaci soluzioni iconografiche e narrative: penso ad esempio alla profondità vellutata dei neri delle mezzetinte di Takeshi Katori, dove il fondo compatto ingoia orizzonte e temporalità, quasi raggelando, in contrasto con la delicatezza dei mezzi toni, l’oggetto raffigurato, sia esso morbida pelle di donna o tremolate riflesso vitreo, portandolo a una visibilità piena e indiscutibile. Al pari sono alti e puri i vibrati neri-grigi-bianchi delle opere di Man Zhuang, dove la fragile trama della granitura della lastra emerge leggerissimamente nei sordi sfumati, raccontando un tessuto sericeo, un abbaglio e l’umida scivolosità delle pietre in “Traces of time”. Non solo per semplicistica e immediata affinità cromatica ai due maestri della maniera nera affianco le litografie di Akito Tanimura, nate non dalla suadente pratica del brunitoio che preleva i neri dalla stampa, bensì.......

 
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno accetti il servizio e gli stessi cookie. - Privacy Policy